3/1/2005 - Inserito da: Petrella
Abstracts: Tessuti bioingegnerizzati e vac terapia una nuova metodica ricostruttiva per il salvataggio di piede nel paziente diabetico
TESSUTI BIOINGEGNERIZZATI E VAC TERAPIA: UNA NUOVA METODICA RICOSTRUTTIVA PER IL SALVATAGGIO DI PIEDE NEL PAZIENTE DIABETICO. – EWMA Pisa 2003
G. Maggio, G. Gozzo, A. Armenio, R. D'Andria, M. Cupertino
Università di Bari, Dipartimento Applicazioni in Chirurgia delle Tecnologie
Innovative, Sezione di Chirurgia Plastica
Introduzione
11 piede diabetico acuto caratterizzato da estese perdite di sostanza della cute e del sottocutaneo, necrosi muscolari e tendinee, gangrena di uno o più dita, esposizione e necrosi ossee del meso e retro-piede (IV° di Wagner) costituisce una patologia frequente e altamente invalidante che comporta quasi sempre l'amputazione del piede.
Obiettivo
Gli autori hanno messo a punto una nuova metodica ricostruttiva che oltre al salvataggio di piede consente la guarigione completa delle lesioni nell'arco di 3-6 mesi, la ripresa della deambulazione e l'assenza di recidive a distanza di 2 anni.
Materiali e metodi
La metodica utilizzata prevede, dopo la bonifica dei tessuti necrotici, l'innesto di un nuovo sostituto dermico autologo permanente coltivato in vitro su supporto a base di acido ailuronico (Hyalograft 3D) e a 7 giorni dall'innesto del tessuto ingegnerizzato l'applicazione diretta di una medicazione inerte connessa con un apparecchio in grado di creare il vuoto VAC (vacuum assisted closure) device per i successivi 7 giorni. II trattamento descritto è stato ripetuto più volte fino alla guarigione delle ferite o all'innesto di cute autoioga.
Risultati
Questa procedura ha permesso in 3 casi la chiusura completa delle lesioni in
circa 6 mesi; in 5 casi ha determinato la copertura dell'osso e il recupero del gap
di tessuti molli costituendo una wound bed preparation ideale per il successivo
innesto di cute autoioga. In questi pazienti la guarigione è stata ottenuta in tré
mesi.
Discussione e Conclusioni
I dati riportati mettono in evidenza che il trattamento descritto consente di ottenere risultati validi sia in termini di foot-saving sia in termini di timing e percentuale di guarigione rispetto ai dati riferiti in letteratura, che riportano tempi di 57-70 settimane, necessario alla guarigione dei 4/6 dei pazienti affetti da lesioni della stessa gravita.